Bordeggiando...

Sono stata io

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"Avrei potuto scoparla. Potrei essere come Harvey, ma non lo sono perché ho scelto di non esserlo. Non sono stati i miei genitori a prendere la decisione di poco fa: sono stato io. Grazie per il vostro aiuto, mamma e papà, ma sono stato io, non voi, a dire a quella ragazza di tornare in camera sua.
Non è stato Berrington a farmi come sono, non siete stati voi.
Sono stato io."


Ken Follett
Il terzo gemello

A volte piccole luci si nascondono nei luoghi più inusitati
"Non siete stati voi, sono stata Io".

Nel bene e nel male, con i miei tempi lenti e gli incontri scartati,
con le mie ostinate muraglie e i nascosti sorrisi,
 con i miei timing wrong e i luoghi errati
"sono stata io".

"Io".
AntigoneStella || 22:33 || lunedì, 25 maggio 2009
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Eppure...

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Sotto le palpebre, come fotogrammi scelti passano , seppur siano solo immagini,
sono gioia e malinconia,
 vive essenze.
Microscopica  felicità l'averle attraversate.


ps: un abbraccio a chi queste pagine  attraversa.
AntigoneStella || 00:36 || mercoledì, 25 marzo 2009
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Scorre

ll tempo, io, sale, sangue,
 tutto scorre e  in fondo nulla muta
anche se tutti nel ciclostile di questa settimana
augurano un mutato avvenire.

Mi spiace,
sono pochi quelli a cui silenziosamente,
di cuore,
auguro pensieri pieni.

AntigoneStella || 00:47 || giovedì, 01 gennaio 2009
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Così...

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C'è un ingorgo di emozioni che si fa  carne e pensiero e piombo.
 Vorticoso accedere di inespresse parole che da troppo non sono onde muoventi aria, vive tuttavia. Muto restandomi.
Sono quella che sono, la libertà sta stretta entro confini reali mai abbattuti.
Ampliare spazi recintati appartiene al pensiero che invece altrove può vagare, 
al buio o di giorno erra e canta.
Così.
Semplicemente cuore.
AntigoneStella || 13:57 || giovedì, 27 novembre 2008
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1

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1.
12.
365.
Numeri in fila.

1 pezzo di vita
12 rimpianti
365 lezioni.

1 pensiero
12 ricordi
365 parole mute.

AntigoneStella || 00:03 || martedì, 25 novembre 2008
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Accettarsi

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PaneEPatate s
i fermò a guardare l'evento: SuaAltezzaReale cercava di scostare NonDiteCheSonoQui, BarbaBlu stava animatamente discutendo con LaPiccolaRagioniera, insomma storie di ordinaria amministrazione in quella vivace comproprietà. 
Torneranno tutti calmi quando lo stomaco borbotterà le sue ragioni pensò tra se e se, in fondo è bello dissertare di amene e contorte questioni filosofiche circa la vita, l'amore, il tempo, le scelte, le parole. Alla fine della fiera, basta lasciare il giusto intervallo, smetteranno di contendersi il ruolo da protagonista e scenderanno a patti, da qua devono passare, PaneEPatatate non aveva dubbi sul suo primato.
LaPiccolaRagioniera,
alla luce dei suoi bilanci tirati con riga dritta e matita rossa, era certa di aver fatto la cosa migliore: convocare le parti perché fra loro trovassero finalmente una modalità di sopportazione reciproca che non dovesse sempre avere lei come mediatrice, non ne poteva più di interloquire con gli altri coabitanti portando le ragioni di ognuno all'altro, regolarmente accantonate dopo un paio di minuti. 
NonDiteCheSonoQui
  aveva indossato per l'occasione l'abito di profilo più basso che teneva, insomma il suo, purtuttavia non riusciva a schivare, con suo enorme rammarico, gli altri contendenti. 
BarbaBlu,
forte del punteggio ormai acquisito, conversava con sufficienza, sarebbe comunque riuscito a chiudere tutti nella sua stanza,  la  chiave l'aveva al collo da sempre, e sorrideva sotto i baffi pensando di avere già lo scacco sottomano.
SuaAltezzaReale,
disturbata dal dover avere a che fare con quella marmaglia, si guardava le unghie, bisognose di una limata pensava, mentre si stampava addosso un sorriso finto come una banconota da tre euro, cercando di far buon viso a cattivo gioco, lei era lei, mica un nome si ha a caso.
Era decisamente una serata particolare.
"Finalmente!" affermo con tono perentorio la nuova arrivata, "vedo che state familiarizzando". Una strana nebbia avvolgeva l'inattesa convitata. "Mi auguro che troviate una soluzione decente per la vostra futura sistemazione reciproca, spero vi siate accorti che c'è posto per ognuno di voi, avete tempo per conciliarvi, tutto il tempo a venire".  La foschia svanì ed una strana luce si diffuse, "mi presento, sono Patti, la padrona di casa".
A quelle parole Bisogno, Narcisismo, Paura, Passione e Ragione si fermarono sbigottite.
Era una possibilità: svelarsi e viversi, così come si è, così come si è
Le voci si affievolirono, fino a rarefarsi e svanire.
"Mi pare  sia giunto il tempo per un brindisi". Ed i calici si alzarono.
AntigoneStella || 23:21 || martedì, 04 novembre 2008
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Del si e del no

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Raggrumato negli interstizi celati
si condensa un suono vituperato,
nonostante la patina di zucchero
tesa a far da facciata
ad un amara coppa piena di vuoto.
L'altrove ha odore turchese
e suona incessante come sirena
mentre ad attutire il canto
 piccole stille rosse si frappongono.
Fuori piove dolcemente
lavacro dell'invisibile spillo
che pungola un ricordo
del suono a contrasto che fu.
AntigoneStella || 17:59 || lunedì, 27 ottobre 2008
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Suoni ed altro


Ma cos'è per lei Xxxxxxxx?

....................................................... plin........... shhhhshh...........
Xxxxxxxx .............shssssssssssshhhhh.........plin..........
era...........plin..............shssssshhhh
era....la felicità, assoluta.
Plin......shhhhhhhhhhssshh...plin...
AntigoneStella || 22:17 || mercoledì, 22 ottobre 2008
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Ssss...

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Il silenzio ha imparato me. 
Tutte quelle parole dette, udite, sentite, urlate, sussurrate, taciute,
adesso vivono pensate.
E non importa  più il destinatario, il tono, il dare ad intendere, il capirsi,  il fraintendersi.
Le ombra tacciono, i fantasmi ammiccano.
Il silenzio ha imparato me.
Che non confeziono parole come onde vaganti nell'etere,
parlo muta.
E non importa quale abito vestano le genti al mio tacere.
Vivo è il mio sentire.
AntigoneStella || 22:28 || mercoledì, 15 ottobre 2008
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Libri


Ho sempre adorato leggere. Lo faccio ovunque, in tram, sul treno, a letto, persino camminando. Ogni tanto capita che un testo ti si appiccichi addosso, così in uno dei miei innumerevoli viavai ferroviari Covacich mi ha fatto indossare lenti da sole e chiudere il libro.



"Ricordo di essermi consolato pensando a 2046,  il film di Wong Kar-Wai dove le persone  innamorate salgono su un  treno che viaggia nello spazio-tempo apposta per accedere ai loro vissuti così come sono stati esperiti, con la vivacità e il vigore che la memoria non può saper restituire. Sarei mai salito sul treno di 2046?"
                                                                            tratto da Prima di sparire




Cinque lettere che identificano me,
me per te,
sgorgano incontrollate da una bocca,
la tua,
e non si perdono nell'etere e nel tempo,
solidificano.

Cinque lettere pronunciate a voce alta,
urlate di rabbia  e di meraviglia,
me
per te,
mentre il tempo dei calendari,
 fra una data ed un'altra ,
si annulla.
Cinque lettere irripetibili,
me
per te.

AntigoneStella || 16:18 || mercoledì, 10 settembre 2008
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Una sera così...

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"Il cielo capovolto" di Roberto vecchioni


Una voce in sottofondo, il caos dentro il cuore,
la consapevolezza della mente, il cuore ostinatamente divergente,
un amore sciupato, il dolore riaffiorato,
il sole che splende, una lacrima che stride,
un antico vecchio dolore presente.

AntigoneStella || 20:56 || sabato, 02 agosto 2008
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Aneddoti istruttivi

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Un topo guardò nella fessura del muro per vedere il contadino e la  moglie aprire un pacco. “Quale cibo potrebbe contenere quel pacco?”

Il topo scoprì che nel pacco c’era una trappola per topi e ne fu devastato.
Tornando nell’aia, il topo volle avvisare tutti gli animali: “C’è una trappola per topi nella casa! C’è una trappola per topi nella casa!”
La gallina iniziò a chiocciare e raspare in terra e disse: “Signor Topo, posso capire che questa sia una grave preoccupazione per lei ma non ha conseguenze su di me. Non me ne importa molto.”
Il topo si voltò verso il maiale e gli disse: “C’è una trappola per topi in casa!”. Il maiale simpatizzò ma disse: “Sono molto dispiaciuto, Signor Topo, ma non posso far molto altro che pregare. Può star certo che la terrò presente nelle mie preghiere.”
Il topo si voltò verso la mucca. La mucca disse: “Accidenti, Signor Topo. Sono spiacente per lei, ma è difficile che io riesca ad infilare il mio naso nella trappola. E’ un problema suo.”
Così il topo tornò nella casa, a testa bassa e triste, per fronteggiare la trappola solo soletto.
Quella stessa notte, si sentì un suono nella casa, come il rumore di una trappola che scatta sulla preda.
La moglie del contadino corse a vedere cosa aveva catturato. Nel buio, non vide che era un serpente velenoso la cui coda era rimasta nella trappola. Il serpente morse la donna. Il contadino la portò all’ospedale e quando la riportò a casa aveva la febbre.
Chiunque sa che quando si ha la febbre fa molto bene prendere del brodo di gallina. Così il contadino portò la sua accetta nell’aia per preparare l’ingrediente principale del brodo.
Ma la moglie continuava a star male e così amici e vicini vennero per stare con lei ad ogni ora del giorno e della notte. Per dare loro da mangiare, il contadino uccise il maiale. La moglie del contadino non migliorò ed un giorno morì.
Vennero così tante persone al funerale, che il contadino dovette macellare la mucca per fornire sufficiente carne per tutti i convenuti.

AntigoneStella || 16:01 || domenica, 27 luglio 2008
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Barriere

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Polvere accumulata sui pensieri di ieri sfida il battipanni del tempo
scuotendosi nel finto spostamento che colloca gli stessi granelli in modi differenti.
La sabbia infilata nel cuore graffia ad ogni refolo ed
impazzita si barcamena tra le medesime arterie cercando invano un uscita.
Lenti modificate lasciano intonse sulla retina le catene di immagini incrostate lì,
ostinate a restare comodamente sdraiate sull'amaca di emozioni vive quanto fuggenti.
Distesa al sole godo di un calore non mercificato
mistificando verità e menzogna che allegramente vanno a braccetto senza meta
ridendo sonoramente di questo senso introvabile che evita le congiunzioni
lasciando punti
infinitesimali quanto granitici
a sbarrare osmosi possibili tra corpo, cuore e cervello.
AntigoneStella || 10:09 || giovedì, 10 luglio 2008
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Poesia, carne e battiti


  Massimo  arghhhhhhhhh  !!! Mi hai fatto commuovere...
...grazie.


La poesia è musa infida e benedetta,
scrive emozioni con inchiostro invisibile su pelle vibrante
e poi, in un momento a caso, te la ritrovi scolpita a fuoco
dentro mille pensieri che si fanno passione.

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Son Diana folle, invitta cacciatrice,
e chi pensa di me ch'io tema il freddo
ha una folle paura della vita.
Ho un desco puro senza sentimento
pane azzimo al posto del calore:
tutti mi hanno adorato e dopo spenta,
spenta con chiare e duttili calunnie
sopra le dita, e io che le ho sentite
cercavo nella tragica mia vela
qualche tragica pietà per la mia morte.
Donna ribelle, donna forse maga,
avrei voluto farti incantamento
di amore vero senza più ritorno.
 


Alda Merini




Ma egli ruppe la scorza del dolore
in pezzi e ne distese alte le mani
come per trattenere il dio fuggente.
Anni chiedeva, solo un anno ancora
di giovinezza, mesi, pochi giorni.
ah, non giorni, ma notti, una soltanto,
solo una notte, questa notte. questa.
Il dio negava. Gridò allora Admeto,
gridò vani richiami a lui, gridò,
come gridò sua madre al nascimento.



Rainer Maria Rilke





Quando tu sarai vecchia grigia e sonnolenta
Col capo tentennante accanto al fuoco, prenditi questo libro,
E lentamente leggilo, e sogna del tenero sguardo
Che gli occhi tuoi ebbero un tempo, e delle loro ombre.

Profonde; quanti furono ad amare i tuoi attimi
Di grazia felice, e quanti amarono, con falso o vero amore,
La tua bellezza; ma uno solo amò l'anima peregrina
Che era in te, e il dolore del tuo volto che muta.

Curva di fronte ai ceppi risplendenti mormora,
Con lieve tristezza, come Amore fuggì, come percorse
Passando, i monti che ci stanno alti sul capo,

E nascose il suo viso fra un nuvolo di stelle.


William Butler Yeats





Mi piace il tuo corpo
quando è col mio corpo.
E’ una cosa tanto nuova
muscoli meglio

e nervi di più.

Mi piace il tuo corpo
mi piace quel che fa
e il come.
Mi piace sentir la sua spina dorsale
le sue ossa
e il tremolante liscio-sodo
che bacerò
ancora ancora e ancora.

 Di te mi piace baciare questo e quello
mi piace lentamente accarezzare
il folto elettrico pelo
e forse mi piace il brivido
di sotto me te

così nuova.



Edward Estlin Cummings




Nell'attesa misuro l'esistenza
ed è come fossi nata,
aspettando.

I miei binari stanchi
muoiono nel sole tiepido dei tuoi occhi
e rinascono nelle carezza di un abbraccio.

Fai attenzione quando m'abbracci.
Ho sempre un chiodo conficcato nel cuore.


  Beatrice




E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,

fino a farne una stucchevole estranea.



Costantino Kavafis





Ci sono momenti che marchiano fuoco su carne
 e non si quietano mai.
Momenti fatti di immagini in successione,
 come pellicola impazzita, tempo non dritto.
Ricordi che sono icone o monumenti eterni come sfingi.
Una volta ancora, in un momento senza motivo,  hai marchiato la mia vita,
in un’istante ed in un luogo con corpi senza confine, mi sono perso
in occhi che  hanno regalato liquide perle calde e vellutate,
cadute con raffinata precisione,  scese sulla mia guancia e
poi ancora più dentro scavando, non so se erano tristi o felici,
non ne sminuisce il valore, so solo che quando
l’ultimo giro d’orologio sarà sulla mia vita, il solo ricordo
sarà un senso per cui è valso averla  vissuta.



  Riccardo




Al collo un filo di esili grani,
celo le mani nel largo manicotto,
gli occhi guardano distratti
e non piangeranno mai più.

Sembra il volto più pallido
per la seta che tende al lilla,
arriva quasi alle sopracciglia
la mia frangetta non ondulata.

E non somiglia ad un volo
questa lenta andatura, quasi avessi
sotto i piedi una zattera
e non i quadretti del parquet.

La bocca bianca è socchiusa,
ineguale il respiro affannato,
e sul mio petto tremano i fiori
dell'incontro che non c'è stato.



Anna Andreevna Achmatova



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Incatenatevi volontariamente...


1- Scrivere il nome di almeno cinque poeti di ogni tempo e luogo dei quali si è innamorati.

2- Citare alcuni versi significativi di almeno uno dei poeti elencati.

3- In aggiunta o in alternativa al punto 2 citare un proprio componimento poetico, o anche soltanto alcuni versi di esso

4- Per i veri patiti dell'arte poetica, sarebbe gradito un componimento, anche brevissimo, appositamente creato e pubblicato.

5- Infine incatenare altri bloggers raccomandando il rispetto di queste semplici regole.


AntigoneStella || 13:17 || mercoledì, 09 luglio 2008
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Camminando

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Talora occorre ricalcare scenari con passi usati per carpire forza necessaria ad oltrepassarli e poter vedere come un cieco al suo primo raggio di luce un colore nuovo affacciarsi all'orizzonte, cibarsi di pezzi amari trascorsi non sazia ma prepara la vita a godere del pezzo di amore ignorato con cui si è affamato l'allora presente, mentre dietro lenti scure innaffi un ricordo tra un piede e l'altro che si alternano.

"Dove hai la macchina?"

"A porta S. XXXXXX"

AntigoneStella || 21:50 || sabato, 05 luglio 2008
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Machiseneimporta

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Come se fosse facile come per un gelato leccarsi le ferite del cuore senza avvelenare se stessi per le proprie manchevolezze, mentre  ritorni a lacrimare e ti affanni a trovare un senso che non sia solo senza.. Cazzo! Hai quarant'anni mica dodici e a quella fottuta anima primitiva che c'è in te non gliene frega un emerita cippa dell'anagrafe e del suo declinare il tempo. Non riuscite proprio a parlarvi voi, ognuna con le sue ragioni e le sue emozioni da rilanciare a dadi come se una  potesse davvero vincere. Che parliate pure entrambe, che ognuna svisceri le sue ombre e le sue luci, alla fine ne uscirà un bel machiseseimporta . A tacitarne alternativamente una o l'altra alla fine il risiko lo vinco io perdendo tutta la ricchezza magmatica di questo caos che posso abitare piuttosto che farmici vivere.  La logica potrà pure andare in malora in questo frangente, che una sorrida al sole e l'altra pianga per un sottofondo, avete diritto di esistere tutte. Persino io.
AntigoneStella || 15:21 || sabato, 28 giugno 2008
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Homme menti

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"Homme menti" è un piccolo episodio narrativo di Marguerite Duras, ricapitatomi per le mani dopo essere caduto in oblio per troppo tempo, letto anni addietro e sottolineato, come ad evidenziarne il potere evocativo e la spinta a conservarlo, ma è notorio che ciò di cui si ha più bisogno è spesso riposto in cantina e non è demenza senile, solo, più banalmente, realtà dura, tanto da non volerla vedere.

Ho vagato come un fantasma per anni presa da un piacere accecante e un dolore paralizzante, tutti fittizi, come un quadro dipinto di acqua sorgiva con cui si cerca di allietare l'arsura in gola inconsapevoli persino di aver sete.

L'homme menti era perfetto per il ruolo, ineccepibile in ogni recita, ideale perché  potessi rivestirlo di quei desideri e quelle emozioni che non sapevo neppure di avere, un ottima stampella adornata di bellezza dal mio anelito. Devo a quella scalpitante, seppure minuscola, parte sana di me, la vitalità con cui ha sabotato il mio miraggio, quella che l'homme menti dichiarava psicotica, non a me ovvio, così come lo è il fatto che non lo fossi per me pericolosa ed esigente. Resto francamente miope, ma non cieca. Ho costruito un castello di finzioni, nascondendo a me stessa che una, più una, più un altra, più una ancora, più l'ennesima bugia non modificassero ciò che il mio desiderio ambiva. Non è l'Altro che ci fa delle cose, siamo noi che lo permettiamo se guardiamo l'Altro che è "dentro" noi come se fosse "fuori" da noi.
Mi sono costruita un deserto e lo chiamavo amore, è stato istruttivo, doloroso ed impagabile.



"Un uomo che mentiva. Mentiva continuamente, a tutti, sui fatti della sua vita. La menzogna gli arrivava alle labbra prima delle parole per dirla. Lui non l'avvertiva. (...) Quest'uomo era uno scrittore straordinariamente dotato. Molto fine, molto piacevole, molto molto affascinante. Era un parlatore squisito. Un uomo della borghesia con l'affabilità di un principe. (...) Ne parlo in questo modo irresistibile perché era un amante, l'amante delle donne. Aveva il dono di vederle, di conoscerle con un solo sguardo fino all'essenza del loro desiderio"

tra virgolette un brano dell'Homme menti tratto da "La vita materiale" di Marguerite Duras
AntigoneStella || 15:16 || giovedì, 26 giugno 2008
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Fluire

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In un tempo senza orologi né calendari si muove il sonno e i sogni che lo abitano,
si coricano tristezze antiche con il sollievo di una coperta e
si scoperchiano emozioni temute con la cauta accortezza della carezza.
Si compiono minuti cambi di passo e
si osa saltare oltre l'erba sempre verde del domani.
Si cullano dolori che si possono lasciare
con l'incosciente anelito di camminare oltre i burroni
saltando a moscacieca dentro e fuori i propri passi.
Ci si adagia arrendevoli sulla soffice ovatta del movimento perenne del tempo
senza celare il terrore dato dal suo scorrere impetuoso
respirando grati di quel nuovo fiato che ti sale lieve.
Si lascia inerpicare l'ombra silente del passato
offrendo un ponte trasparente ed incorporeo all'oggi minuscolo che ci attraversa
senza patemi verso la sua destinazione.
Si riguarda l'ora e la data abbandonandosi fluenti al mutamento.


AntigoneStella || 20:25 || venerdì, 13 giugno 2008
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Ventuno

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Ventuno lettere e nessuna parola
Meno che mai una frase
Ancora meno che essa abbia senso
Per gli altri e per me
Ventuno lettere e nessuna parola
Mentre naufrago tra gli spazi
Interstizi pieni di e vuoti di


AntigoneStella || 21:59 || lunedì, 09 giugno 2008
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Varianze

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C'è chi lava la coscienza nel silenzio
spergiurando persino a se stesso sul candore delle proprie mani
e chi stende le membra al sole dopo
perché purifichi la varechina passata sottopelle.
E tutti chiedono all'ombra che circonda loro lo sguardo
un po' di pietà,
truccandosi affinché nulla trapeli.
 
AntigoneStella || 00:04 || lunedì, 02 giugno 2008
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